• riflessologia

Tecnica metamorfica

Antonella Passari

La tecnica metamorfica concentra la sua attenzione sul periodo in cui la nostra struttura fisica, mentale ed emotiva inizia a formarsi dal momento del concepimento alla nascita. L’operatore, attraverso leggeri sfioramenti dei punti riflessi della colonna vertebrale nei piedi, nelle mani e nella testa, andrà a sciogliere la mappa temporale astratta del periodo di gestazione, “La Metamorfosi consente al paziente di operare dei cambiamenti nei suoi schemi di condizionamento, creatisi durante il periodo di gestazione” portando una trasformazione dell’energia vitale che è in ognuno di noi.

La tecnica metamorfica non è né una terapia né una tecnica di guarigione tuttavia quando l’energia vitale attiva il processo metamorfico la guarigione arriva. La tecnica metamorfica può essere ricevuta da chiunque a qualunque età, è particolarmente indicato nelle donne in stato di gravidanza e nei bambini. Le future mamme potranno infatti impararla facilmente per poterla praticare sui piccoli sin dai primi giorni di vita. E’ indicata inoltre in tutti i casi in cui altri trattamenti non possono essere effettuati. La tecnica metamorfica può inoltre essere alternata ai trattamenti di riflessologia plantare con ottimi risultati.

Robert St. Jones, attorno agli anni ’60, partendo dalla Riflessologia plantare iniziò una importante ricerca sui “blocchi di energia” riscontrati durante i trattamenti in alcuni punti della zona riflessa della colonna vertebrale.

Il massaggio risultava ugualmente efficace quando lavorava solamente sul riflesso spinale. Partendo quindi dalla colonna vertebrale, sede del sistema nervoso centrale, studiò gli effetti del trattamento nei propri pazienti da un punto di vista psicologico sovrapponendo così una mappa psicologica alla mappa dei punti riflessi. Sperimentò che pazienti che presentavano blocchi sulla zona del tallone (punto riflesso della base della colonna vertebrale e degli organi sessuali) avevano tendenzialmente problemi con ciò che in psicologia veniva riconosciuto come il “principio della madre”.

I pazienti manifestavano problematiche sia nel rapporto con la propria madre che nel prendersi cura degli altri, nutrire ed essere recettivi. Al contempo blocchi sulla zona della prima articolazione del primo dito (punto riflesso della nuca), erano presenti prevalentemente in pazienti che avevano problemi psicologici con il ”principio del padre” inteso sia come conflitto con il proprio padre che con l’autorità in generale tanto da avere difficoltà nell'esprimere se stessi e far valere il diritto di vivere.

Trovati quindi i principi della madre (tallone) e del padre (1° dito) intuì che tra essi si rifletteva un’altra mappa temporale, i nove mesi di gestazione. Di conseguenza sperimentò che lavorare su tale area temporale significava intervenire su tutti gli schemi e le caratteristiche che dalla prima cellula al momento del parto vengono registrate dal feto. Durante la gestazione infatti il feto sviluppa non solo il corpo fisico ma anche ogni funzionalità, abilità, caratteristica e atteggiamento mentale futuri. St. Jones definì tale massaggio “Tecnica prenatale”.

Il trattamento veniva applicato sui punti riflessi della colonna vertebrale delle mani, dei piedi e della testa in quanto sedi primarie che caratterizzano l’essere umano: l’azione, il movimento ed il pensiero. Proseguendo la propria ricerca specificò come fosse poco appropriato parlare di massaggio in quanto l’affinamento della tecnica prevedeva ormai un leggero sfioramento dei punti riflessi. Successivamente sperimentò come il trattamento innescava nei suoi pazienti un processo di “revisione” e stimolava l’energia a fluire attivando la forza vitale dei pazienti. St. Jones a quel punto ribattezzò il suo lavoro Tecnica metamorfica La Metamorfosi si basa sulla premessa che noi possiamo agire come catalizzatori che consentono al paziente di operare dei cambiamenti nei suoi schemi di condizionamento creatisi durante il periodo di gestazione (cit. St. Jones).

Questo concetto rivoluzionario stabilì che la tecnica metamorfica non parte dalle usuali premesse terapeutiche basate sul rapporto paziente/operatore bensì dal concetto che il praticante è semplicemente un catalizzatore mentre è la forza vitale, insita in ognuno di noi, ad operare la trasformazione. Ognuno è guaritore di se stesso.

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